EMOREC è uno Studio Multicentrico Nazionale Osservazionale, non interventistico, retrospettivo, prospettico. Iniziato nel 2012 su dati raccolti a partire dal 2009, lo studio è tuttora in corso.

Zanon

Dott. Ezio Zanon
Centro Emofilia, Clinica Medica II
Azienda Ospedaliero Universitaria di Padova
Via Giustiniani, 2
35128 Padova

1 PADOVA
Centro Emofilia
Azienda Ospedaliera di Padova
Dott. Ezio Zanon

2 MILANO
Centro Emofilia e Trombosi “A.Bianchi Bonomi”
IRCCS Ospedale Maggiore e Università di Milano
Prof. Pier Mannuccio Mannucci
Dott.ssa Elena Santagostino
Dott.ssa Flora Peyvandi

3 FIRENZE
Centro Riferimento Coagulopatie Congenite
Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi
Dott. Massimo Morfini

4 ROMA
Divisione di Ematologia
Università la Sapienza
rof.ssa M. Gabriella Mazzucconi

5 CATANIA
Centro di Riferimento Regionale Emofilia
Divisione Clinicizzata di Ematologia
Dott. Cultrera Dorina

6 VICENZA
Divisione di Ematologia
Ospedale S. Bortolo
Dott. Giancarlo Castaman

7 SASSARI
Centro Emofilia e Trombosi
Servizio Immuno-Trasfusionale
Ospedale SS Annunziata – USL 1
Dott. Gavino Piseddu

8 CAGLIARI
Centro Emofilia
Istituto Clinica Pediatrica
Dott. Roberto Targhetta

9 BARI
Centro Emostasi e Trombosi
Clinica Medica I, Malattie Infettive e Immunologia, Policlinico
Dott. Francesco Antonio Scaraggi

10 PERUGIA
Sezione di Medicina Interna e Cardiovascolare
Azienda Ospedaliera Universitaria Perugia
Dott. Alfonso Iorio

11 GENOVA
Divisione di Pediatria Centro Regionale Emofilia
Ospedale “G. Gaslini”
Dott. Claudio Molinari

12 TORINO
Centro Emofilia – Servizio Trasfusionale
Ospedale Infantile Regina Margherita
Dott.ssa Maria Messina

13 TRENTO
Centro Emofilia – Servizio Trasfusionale
Ospedale S. Chiara
Dott.ssa Gina Rossetti

14 UDINE
Centro Emofilia, Istituto Immuno trasfusionale
Az. Ospedaliera S. Maria della
Misericordia
Dott. Giovanni Barillari

15 TORINO
Divisione di Ematologia
Ospedale Molinette
Dott.ssa Piercarla Schinco

16 AQUILA
Unità Operativa Medicina Interna e Ematologia
Dott. Mario Lapecorella

17 BOLOGNA
UO Angiologia e Malattie della Coagulazione
Dott.ssa Valdrè Lelia

18 CATANZARO
Centro Emofilia Emostasi e Trombosi Dipartimento di Emato-Oncologia
Azienda Opedaliera Pugliese di Catanzaro
Dott.ssa Rita Santoro

19 PESCARA
U.O: ematologia Emostasi
Azienda ospedaliera di Pescara
Dott. Alfredo Dragani

20 ALESSANDRIA
Centro Emofilia Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio
Dott. Laura Contino

21 NAPOLI
Centro di Riferimento Regionale per le Emocoagulopatie,
Dip. Ass. Clinica Medica
Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II
Dott. Antonio Coppola

22 VERONA
Servizio di Immunoematologia e Trasfusione
Azienda Ospedaliera di Verona
Dott.ssa Giuffrida Anna Chiara

23 PARMA
Centro di Riferimento Regionale per la Cura dell’Emofilia
Ospedale Maggiore
Dott.ssa Annarita Tagliaferri
Dott.ssa Gianna Franca Rivolta

24 PAVIA
Centro Emofilia e Coagulopatie Congenite
Policlinico S. Matteo
Prof.ssa Gabriella Gamba

25 NAPOLI
Centro Emofilia e Trombosi
Ospedale S. Giovanni Bosco
Dott.ssa Angiola Rocino

26 VERONA
Oncoematologia Pediatrica
Policlinico G.B. Rossi
Dott.Cesaro Simone

25 ROMA
Pediatria Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Dott.Luciani Matteo

26 PALERMO
Centro di Riferimento Regionale per le coagulopatie rare nel bambino e nell’adulto
Dipartimento di Medicina Interna e Specialistica (DIMIS)
Prof. Siragusa

27 BRESCIA
Ematologia Pediatrica
U.O. Oncoematologia e pediatrica e trapianto di midollo
Ospedale dei bambini
Dott.ssa Lucia Notarangelo

28 LECCE
Centro Emofilia e Coagulopatie Rare
P.O. di Scorrano
Dott.Schiavoni Mario

Registro Italiano Emorragia Cerebrale in Emofilia

Acronimo: EMO.R.E.C.

Fase dello studio: Studio Multicentrico Nazionale Osservazionale, Non interventistico, Retrospettivo, Prospettico

Razionale: L’emorragia cerebrale è la causa più grave di sanguinamento in cui possono incorrere i pazienti affetti da emofilia A e B ed è gravata da una elevata mortalità (25% dei pazienti colpiti) e da un alto numero di sequele invalidanti (oltre i 30%).
L’incidenza di emorragia cerebrale negli emofilici risulterebbe da 10 a 20 volte maggiore che nei soggetti non emofilici.
Nella casistica Italiana da noi recentemente pubblicata nella quale il numero di casi per 1000 pazienti/anno è risultato essere di 2,5.
Numerosi fattori (età, traumi e modalità del parto, infezioni concomitanti da HCV, HIV, ipertensione arteriosa, presenza di inibitore etc.) sono stati chiamati in causa come causa. Per alcuni vi è una convergenza di dati, per altri il ruolo resta da definire.
Non vi sono dati sufficienti invece per definire correttamente il trattamento, in particolare in quelli con inibitori. Non vi sono sufficienti dati su come trattare successivamente il paziente all’episodio in modo da prevenirne la recidiva.
Il trattamento dell’emofilia è inoltre molto cambiato negli ultimi 15 anni dopo l’avvento della terapia con fattori ricombinanti e l’avvio sistematico del trattamento in profilassi per cui i dati epidemiologici potrebbero essere diversi di quanto riportato in letteratura sino ad ora.
Si segnala che non esistono al momento dati in letteratura provenienti da studi prospettici.
Da qui la necessità di un registro prospettico Italiano che meglio definisca l’epidemiologia dell’affezione alla luce dei nuovi cambiamenti terapeutici intercorsi, individui più correttamente i fattori di rischio e raccolga informazioni sul trattamento in acuto e a lungo termine e sugli esiti.

Popolazione arruolabile: 50 pazienti con emofilia A o B con episodio documentato di emorragia cerebrale.

Centri coinvolti: 28 Centri Emofilia in Italia.

Criteri di inclusione:
a) Pazienti affetti da Emofilia A o B di qualunque grado ed età
b) Episodio di emorragia cerebrale intra o extracranica documentato con TAC e/o RMN o nel caso di un neonato con ecografia cranica.
I pazienti arruolati o chi esercita la patria potestà dovranno aver firmato il consenso informato.
In caso di decesso e i dati retrospettivi saranno raccolti senza il consenso scritto secondo le indicazioni del Garante della Privacy del 01/03/2012.

Criteri di esclusione: Presenza di Difetti combinati (V+VIII)

Obiettivo primario
Raccogliere retrospetticamente dal 2009 e prospetticamente tutti i casi di emorragia cerebrale riferibili alla popolazione dei pazienti italiani affetti da emofilia A e B ai fini valutarne:
– l’incidenza nella popolazione globale, nelle diverse età e nei diversi gradi di emofilia
– la mortalità e il numero di sequele invalidanti;
– l’identificazione e la valutazione del peso dei fattori di rischio correlabili (gravità, traumi, presenza di inibitore comorbidità, fattori genetici, altro);
– valutare le modalità di trattamento in fase acuta;
– valutare il trattamento instaurato e successivamente all’episodio acuto ai fini di una prevenzione secondaria.

Timelines: Da novembre 2012 a novembre 2022.

Durata totale dello studio: 10 anni.

Modalità operative:
Lo studio è diviso in due parti che si svolgono simultaneamente:
Parte 1: sono raccolti i dati relativi all’emorragie cerebrali in emofilia retrospetticamente dal 2009 sino all’approvazione dello studio
Parte 2: sono raccolti i dati relativi all’emorragie cerebrali in emofilia prospetticamente dalla data di approvazione dello studio per 10 anni.
I dati clinici e laboratoristici già disponibili sono rilevabili dalle cartelle cliniche dei pazienti.
I dati da raccogliere si riferiscono a:
-caratteristiche demografiche
-dati laboratoristici riguardanti la patologia coagulativa
-frequenza e tipo degli episodi emorragici
-il tipo e il regime di terapia
-la presenza di concomitanti infezioni virali (epatite, HIV)
-il tipo e la sede di emorragia cerebrale
-trattamenti effettuati in acuto e a lungo termine.
Nel caso del neonato particolare attenzione viene posta sul peso alla nascita,modalità del parto, e patologie associate.
Nel caso degli adulti particolare attenzione viene posta sulla raccolta delle abitudini e stili di vita e patologie concomitanti.
I pazienti saranno identificati mediante un numero paziente e sigla del Centro. Non saranno registrate le iniziali del nome e del cognome in modo che solo i medici compilatori del singolo Centro saranno in grado di identificare il paziente.
Metodologia statistica: Data la natura dello studio, non si prevede alcun calcolo formale della dimensione campionaria.
L’analisi verrà presentata, oltre che per l’intero campione, anche per sottogruppi quali ad esempio tipo e severità dell’emofilia e classi di età. Verranno individuati i seguenti due sottogruppi di età: neonatale ed altre età.
Caratteristiche demografiche, di diagnosi e relative all’emorragia cerebrale (quali ad esempio, la sintomatologia, tipo e sede, terapie, complicanze) saranno opportunamente sintetizzate mediante statistiche descrittive. In particolare, frequenze assolute e percentuali verranno utilizzate nel caso di variabili qualitative, mentre media, deviazione standard (DS), valore minimo e valore massimo (range), mediana, primo e terzo quartile per le variabili quantitative.
Il numero di soggetti deceduti verrà descritto con statistiche descrittive (frequenze assolute e percentuali) per l’intero campione e per opportuni sottogruppi.
A fini esplorativi, sarà inoltre valutata l’opportunità di applicare dei test statistici.

REGISTRO ITALIANO EMORRAGIA CEREBRALE IN EMOFILIA
EMO.R.E.C
EMOfilia Registro Emorragia Cerebrale

INTRODUZIONE E RAZIONALE

L’emofilia è il più frequente disordine emorragico di tipo congenito.
Si distinguono l’emofilia A, causata dalla mancanza del fattore VIII della coagulazione e l’emofilia B, causata dalla mancanza delfattore IX della coagulazione.
Sono malattie genetiche X-linked in cui il gene per il FVIII e FIX sonolocalizzati sul braccio lungo del cromosoma X.
L’emofilia A colpisce circa 1: 5000-10.000 nati maschi. L’emofilia B è 10 volte meno frequente.
Si distinguono una forma grave, se i livelli di fattore VIII/IX sono minori dell’1%, una forma medio-grave, se i livelli di fattore VIII/IX sono compresi tra l’1-5%, e una forma lieve se i livelli di fattore VIII/IX sono > 5%.
Le manifestazioni emorragiche sono correlate ai livelli di fattore: i pazienti con emofilia grave accusano 2-3 episodi emorragici al mese, 1-2 quelli con emorragia medio-grave mentre i pazienti con emofilia lieve sanguinano solo in occasione di traumi e/o interventi chirurgici.
La manifestazione tipica dell’emofilia è l’emartro per traumi lievi ma anche spontaneo. L’articolazione più colpita è il ginocchio (40%), seguono il gomito (30%), la caviglia (22%); più rari sono gli emartri a carico del polso (4%), dell’anca (2%) e delle spalle (2%).
Una caratteristica è la ricorrenza degli episodi in un’unica articolazione (articolazione bersaglio).
Gli ematomi muscolari sono la seconda manifestazione emorragica per frequenza negli emofilici.
Particolarmente temibile è l’ematoma ileo-psoas che pone il paziente a rischio di vita.
Le altre sedi colpite sono il quadricipite femorale, il gastrocnemio, il bicipite e la muscolatura
dell’avambraccio.
L’emorragia cerebrale è la causa più grave di sanguinamento in cui possono incorrere i pazienti affetti da emofilia A e B ed è gravata da una elevata mortalità (25% dei pazienti colpiti) e da un alto numero di sequele invalidanti (oltre i 30%).
E’ il primo sintomo di emofilia A nel 6% dei casi e di emofilia B nel 3%.
L’incidenza dell’emorragia cerebrale in un popolazione di maschi non emofilici varia circa da 13.9/100 000 (del registro francese) a 38.6/100 000 (studio svedese).
Se consideriamo invece l’incidenza dell’emorragia cerebrale in pazienti emofilici l’incidenza
risulterebbe da 10 a 20 volte maggiore :i nuovi casi annualmente di ICH nei pazienti emofilici sono stimabili in un range variabile tra i 290/100.000 (in Francia) e i 540/100.000 (USA).
L’incidenza cumulativa negli emofilici infine (se consideriamo tutte le età) varierebbe dal 2.2-7.5% mentre se consideriamo, ad esempio i nuovi nati in Svezia tra il 1970 e il 1990 con severa e moderata emofilia A il numero sanguinamenti cerebrali risulterebbe del 14.5% (17/117), di cui 11% (13/117) extracranica e 3,5% (4/117) intracranica.
L’ultima casistica pubblicata in letteratura è quella riferibile alla casistica Italiana da noi recentemente pubblicata nella quale il numero di casi per 1000 pazienti/anno è risultato essere di 2,5.

Fattori di rischio
Numerosi sono i fattori di rischio chiamati in causa :
-l’età
-la gravità dell’emofilia
-la presenza di inibitore
-i traumi (ivi compresi quelli da parto)
-la presenza di comorbidità (l’infezione da HIV, HCV,l’ipertensione).

1) L’età
Nello studio da noi pubblicato si è visto che il rischio di sviluppare ICH è maggiore nei bambini, in particolare nel primo anno di età e dopo i 40 anni.
Anche nello studio di Nuss l’età > 51 era significativamente associata ad un maggior rischio di
eventi.

2) La gravità
Sempre nel nostro studio chi aveva un’emofilia grave presentava di sviluppo di emorragia cerebrale un rischio 4 volte maggiore.
Nei 102 episodi di emorragia intracranica pubblicati in letteratura dal 1964 al 1996 l’emofilia A grave era complessivamente presente nei 2/3 dei pazienti.

3) Traumi e parto
Per quanto concerne i traumi su 123 episodi di ICH riconducibili a 106 pazienti, il trauma è presente complessivamente nel 57,7% dei casi, percentuale che sale all’80.8% nel caso di
bambini con una età tra i 2 ed i 14 anni, mentre è del 53.5% se consideriamo pazienti tra i 15 e 49 annie nel 30% dei casi allorché si considerino adulti sopra i 50 anni.
Nei neonati affetti da emofilia le modalità del parto sembrerebbero giocare un ruolo determinante sull’insorgenza di una ICH.
Nei 12/104 casi riportati l’utilizzo della ventosa o forcipe è presente in 10/12 neonati affetti.

4) L’inibitore
Nello studio da noi riportato la presenza di inibitore è significativamente associata ad una maggiore incidenza di emorragia cerebrale. Tale associazione è riportata anche nello studio di Nuss. I pazienti con inibitore che sviluppano una emorragia cerebrale presentano una elevata mortalità (50%).

5) La presenza di comorbidità
In alcuni studi l’infezione da HIV sembra essere correlata ad un maggior rischio di sviluppo di ICH.
Noi per primi abbiamo evidenziato un maggior rischio correlato all’infezione da HCV.
Sicuramente l’ipertensione gioca un ruolo in particolazione con l’avanzare dell’età.

Sedi di emorragia

Per quanto concerne le sedi di emorragia si distinguono le emorragie extracraniche che comprendono il caput succedaneum, l’emorragia subgaleale e il cefaloematoma e le emorragie intracraniche a loro volta distinte in: epidurale, subdurale, subaracnoidea, intraventricolare e parenchimale.
Se consideriamo la popolazione dei neonati affetti da emofilia il 65% delle emorragie avrebbe sede intracranica (ICH) mentre il restante 35% avrebbe sede extracranica (ECH). In alcuni casi l’ICH può
concomitare con l’ECH.
Nell’ambito delle emorragie intracraniche prevalgono quelle con sede sub-durali seguite dalle
subarcnoidee e parenchimali.
Sono possibili emorragie multiple interessante più sedi.

Manifestazioni cliniche

Nei neonati l’emorragia cerebrale si può presentare in maniera acuta e drammatica.
L’ECH non va sottostimata perché può determinare una grave perdita di sangue con shock ipovolemico e un rischio di morte anche in neonati apparentemente normali.
Anemia, letargia, vomito, ipotensione e shock sono comuni nelle due forme. All’anemia e pallore possono seguire gravi deficit neurologici con disfunzioni motorie e neurovegetative ed afasia.
A volte l’ICH mima la sintomatologia della sepsi, della CID o meningite.
I sintomi in ordine di frequenza presenti nei bambini 2 anni invece prevalerebbe la cefalea (60%) seguita da sonnolenza (42.2%) e vomito (42.2%), deficit neurologici (37.8%), alterazione dello stato mentale (33.3%), rigidità nucale (24.4%), disordini dell’eloquio (11.1%) e papilledema (11.1%).
Una percentuale elevata di pazienti (44.4%) non avrebbe segni clinici obbiettivabili con ritardo della diagnosi e conseguente aumento della mortalità e delle sequele invalidanti.

Diagnosi

Il ritardo diagnostico è una aggravante non di poco conto nel trattamento di un’ICH in un paziente emofilico. Il ritardo può riguardare sia il riconoscimento dell’emorragia cerebrale sia il riconoscimento dell’emofilia.
Il ritardo nella diagnosi, in uno studio, era presente nel 43.3% dei casi,ed era più frequentemente correlato ad un riconoscimento tardivo dei sintomi iniziali, che sono molto frequenti anche in condizioni diverse (apatia, crisi di pianto nei giovani e cefalea nei pazienti più vecchi).
A volte si arriva a sottoporre ad un intervento neurochirurgico per emorragia cerebrale prima che fosse stata posta una diagnosi definitiva di emofilia (myles).
Il riscontro di una emorragia cerebrale in un neonato dovrebbe sempre portare ad una valutazione dei disordini emocoagulativi anche in assenza di anamnesi familiare positiva (esame emocromocitometrico e determinazione del PT–aPTT).
La diagnosi di emorragia cerebrale si può avvalere, dell’ultrasonografia trancranica, della TAC , della RMN, della puntura lombare.
L’eco-doppler transfontanellare è in grado nel neonato di diagnosticare la gran parte delle emorragie cerebrali ma è relativamente inefficace per diagnosticare un’emorragia subdurale e della fossa cranica posteriore.
L’esame strumentale gold standard per la diagnosi di ICH è la TAC.
La RMN è però più sensibile della TAC nel valutare le emorragie della fossa cranica posteriore.

Mortalità’ed incidenza di sequele neurologiche

Il tasso di mortalità dell’ICH rimane elevato anche se con il miglioramento dei presidi terapeutici è diminuito dal 70% nei primi prima del 1960, al 20-30% nei 15 anni successivi.
In lavori più recenti, (Nuss et al.) la mortalità ammonterebbe comunque al 18.2%.
Le sequele neurologiche sono una grave conseguenza dell’emorragia cerebrale. Nel Ns studio la mortalità tra gli emofilici italiani ammontava al 25% ed era del 50% nei pazienti con emofilia ed inibitore.
Si stima che l’ICH sia responsabile di sequele neurologiche fino al 75% dei casi.
Si segnalano deficit neurologici a lungo termine sino al 36% dei casi e ritardo psico-motorio e
paralisi centrale nel 59%

Terapia

Il trattamento del sanguinamento intracerebrale prevede l’uso dei concentrati di FVIII e FIX
ricombinante. Non vi sono linee guida per il trattamento dell’emorragia cerebrale in pazienti affetti da emofilia. Alcuni (Gosh et al). raccomandano che dopo aver dato al paziente una correzione del 100% del fattore deficitario, si dovrebbe eseguire una TAC cerebrale e richiedere una consulenza neurochirurgia per un possibile intervento.
Il protocollo per la somministrazione dei concentrati dei fattori della coagulazione (VIII o IX) dovrebbe prevedere in base al grado di emofilia e al peso del paziente il raggiungimento del
100% di correzione del fattore mancante per i primi 3-4 giorni seguiti dal 50-60% nei seguenti 7-8 giorni.
Non vi è in letteratura alcun dato su come trattare successivamente al fatto acuto il paziente, ovvero se sia necessario profilassare a vita il paziente per prevenirne la recidiva di emorragia, che peraltro è presente in oltre un terzo dei pazienti.

2. OBIETTIVI DEL REGISTRO

Raccogliere prospetticamente tutti i casi di emorragia cerebrale riferibili alla popolazione dei pazienti italiani affetti da emofilia A e B ai fini valutarne:
– l’incidenza nella popolazione globale, nelle diverse età e nei diversi gradi di emofilia
– la mortalità e il numero di sequele invalidanti
– l’identificazione e la valutazione del peso dei fattori di rischio correlabili (gravità, traumi, presenza di inibitore comorbidità, fattori genetici, altro)
– valutare le modalità di trattamento in fase acuta
– valutare il trattamento instaurato e successivamente all’episodio acuto ai fini di una prevenzione secondaria
– programmazione di interventi di prevenzione primaria (correzione fattori di rischio, profilassi)
– migliorare tramite la condivisione di protocolli diagnostici e terapeutici la qualità ed efficacia degli interventi.

3. METODOLOGIA
Trattasi di uno studio nazionale multicentrico retrospettivo in cui verranno raccolti i dati relativi all’emorragia cerebrale in emofilici a partire dal 2009 e prospettico dalla data di approvazione dello studio per un periodo di anni 10.

A questo studio aderiscono al momento 28 Centri Emofilia Italiani ma è possibile arrivare sino a 40.

3.1 Criteri di inclusione
a) Pazienti affetti da emofilia A o B di qualunque grado
b) Episodio di emorragia cerebrale intra o extracranica documentato con TAC e/o RMN o, nel caso di un neonato, con ecografia cranica.

3.2 Criteri di esclusione
Presenza di Difetti combinati ( V+VIII)

3.3 Modalità di esecuzione
Lo studio realizza una raccolta di dati clinici e laboratoristici già disponibili o rilevabili dalle
cartelle cliniche dei pazienti.
I dati da raccogliere si riferiscono a:
-caratteristiche demografiche
-dati laboratoristici riguardanti la patologia coagulativa
-frequenza e tipo degli episodi emorragici
-il tipo e il regime di terapia
-la presenza di concomitanti infezioni virali (epatite, HIV)
-il tipo e la sede di emorragia cerebrale
-trattamenti effettuati in acuto e a lungo termine.
Nel caso del neonato particolare attenzione viene posta sul peso alla nascita, modalità del parto, e patologie associate.
Nel caso degli adulti particolare attenzione viene posta sulla raccolta delle abitudini e stili di vita e patologie concomitanti.
I pazienti saranno identificati mediante un numero paziente e sigla del Centro. Non saranno registrate le iniziali del nome e del cognome in modo che solo i medici compilatori del singolo Centro saranno in grado di identificare il paziente.
La raccolta dei dati dovrà essere svolta entro un anno dall’approvazione dello studio.

3.3 Durata dello Studio
Durata complessiva dello studio: 10 anni

4. METODOLOGIA STATISTICA

4.1 Dimensione campionaria
Data la natura dello studio, non si prevede alcun calcolo formale della dimensione campionaria.
E’ previsto tuttavia che durante il periodo di osservazione, sulla base dello studio retrospettivo da noi pubblicato ed il numero di pazienti emofilici in Italia (circa 3000) ci siano almeno 5 eventi/anno, per cui ci si attende che verranno inseriranno nel registro 50 soggetti.

4.2 Metodi statistici
L’analisi verrà presentata, oltre che per l’intero campione, anche per sottogruppi quali ad esempio tipo e severità dell’emofilia e classi di età. Verranno individuati i seguenti due sottogruppi di età: neonatale ed altre età.
Caratteristiche demografiche, di diagnosi e relative all’emorragia cerebrale (quali ad esempio, la
sintomatologia, tipo e sede, terapie, complicanze) saranno opportunamente sintetizzate mediante
statistiche descrittive. In particolare, frequenze assolute e percentuali verranno utilizzate nel caso di variabili qualitative, mentre media, deviazione standard (DS), valore minimo e valore massimo
(range), mediana, primo e terzo quartile per le variabili quantitative.
Il numero di soggetti deceduti verrà descritto con statistiche descrittive (frequenze assolute e
percentuali) per l’intero campione e per opportuni sottogruppi.
A fini esplorativi, sarà inoltre valutata l’opportunità di applicare dei test statistici.

Conduzione Etica dello Studio
Lo studio sarà sottomesso ed approvato dal Comitato Etico di ogni Centro Emofilia coinvolto, in accordo con la legislazione vigente in Italia.
Lo studio viene condotto nell’assoluta anonimità con impossibilità di identificazione del paziente.
Lo studio verrà condotto in accordo con la Dichiarazione di Helsinki e secondo le indicazioni della risoluzione n°52 pubblicato sulla G.U. No 190 del 14 agosto 2008 “ Linee guida sulla raccolta dei dati personali nei trials clinici in emofilia”.

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